giovedì, Luglio 7, 2022
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Un’endovenosa di vitamine

È l’ultima moda anti-aging in arrivo dagli Stati Uniti: farsi fare una flebo (che può durare ore) con un cocktail di sostanze antiossidanti, acido ialuronico, carnitina… La promessa? Ringiovanire dentro e fuori, mantenendo in forma il sistema imunitario.
Ma le evidenze scientifiche che funzioni, mettono in guardia i medici, non sono così convincenti.

Chi ha paura di aghi e siringhe? Sicuramente non le celebrità, internazionali e nostrane, che per rimanere giovani e in salute si sottopongono a lunghe sedute di infusione di vitamine per via endovenosa. Kim Kardashian, Rihanna, Rita Ora, solo per fare qualche nome, ne vanno pazze. È la moda del momento: nella classica pausa-pranzo dal medico estetico, invece di farsi iniettare botulino e filler, ci si fa attaccare al braccio una flebo di vitamine, pure o miscelate con acido ialuronico, collagene, antiossidanti e carnitina.

A Los Angeles, come a Miami e Londra, sono spuntate come funghi le cosiddette «cliniche pop-up», dove l’unico trattamento proposto sono le iniezioni di vitamine. Una volta entrati, ci si stende su una comoda poltrona mentre l’infermiera porta il «menu» con i prodotti da inoculare in vena: anti-aging, brucia-grassi, energy, detox, skin lightening (per illuminare l’incarnato). Una volta scelto il cocktail, si rimane con la flebo inserita da una a tre ore, in base alla posologia di somministrazione della sostanza.

Trovare un «buco» nella londinese e centralissima Vitamin injections London è come vincere un terno al lotto. Così come alla Drip doctor, clinica di Los Angeles dove Adele, Chrissy Teigen, Chris Brown e Jane Fonda si recano ogni mese per farsi fare un’endovena dalla celebre dottoressa Jamila Sozahdah.

Secondo la «sexy doc», così viene chiamata Sozahdah per via del suo aspetto sensuale, se si ingeriscono 500 microgrammi di vitamine il nostro corpo riesce ad assorbirne al massimo 10. Questo perché passano attraverso stomaco e intestino, che ne distruggono una notevole quantità. Se invece s’infondono gli stessi 500 microgrammi per via endovenosa, ai tessuti ne arriva il 98%.

Tra i cocktail più richiesti, l’anti-aging a base di vitamina C e collagene, oppure di C, B, B12 e collagene. Va forte anche quello che, come promette il menu, potenzia il sistema immunitario. Oppure l’energy, con acido folico e vitamina B. O ancora quello che brucia i grassi con carnitina, vitamina B1, B2, B3, B5, B6 e B12. Se si sceglie quello brucia-grassi, vengono iniettati, per via intramuscolare, anche enzimi e aminoacidi in grado di potenziare il trattamento. I prezzi? Dai 220 dollari per il cocktail antietà preferito dalla cantante Adele, chiamato Limitless, ai 40 dollari del Vitamins complex shot che il premio Oscar Reese Witherspoon si fa iniettare alla Beauty park medical Spa di Santa Monica. In Inghilterra, invece, si parte dalle 130 sterline dell’iniezione di vitamina C e collagene alle 300 del cocktail antiossidante.

In Italia, dove le «vitamin injections» sono ancora una pratica quasi esclusivamente per vip, i prezzi sono molto più alti: dai 200 ai 500 euro a infusione. Anche se la somministrazione per via endovenosa di vitamine è relativamente semplice e poco invasiva, deve essere praticata solo da personale specializzato e qualificato.

«Il fatto che sia una tendenza attuale e molto accessibile non significa che dev’essere presa alla leggera» avverte la dottoressa Svetlana Kogan, punto di riferimento per i vip della Grande Mela, tra cui Madonna. «Ci sono alcuni protocolli che vanno seguiti scrupolosamente. A preparare la soluzione da iniettare deve essere esclusivamente un medico che sappia dosare le sostanze con un numero preciso di milligrammi. Anche se sono vitamine, enzimi e aminoacidi, un errore può costare la vita al paziente. Così come calcolare male le dosi può causare effetti collaterali spiacevoli: nausea, vertigini, aritmia cardiaca».

Ma quanto è davvero utile all’organismo l’infusione di vitamine per via endovenosa, e quanto invece è una moda copiata incautamente dai vip? Ci sono evidenze scientifiche? Ne giova solo l’aspetto estetico o anche il sistema immunitario? «Sulla reale efficacia della somministrazione per via endovenosa di vitamine per il sistema immunitario sono alquanto perplesso» risponde Fabrizio Pregliasco, virologo strappato alla corsia, in tempo di Covid-19, dalla televisione, dove attualmente è tra i volti più visti.

«Non ho conoscenza di studi clinici che ne dimostrino l’efficacia. A mio giudizio è un’applicazione “off label”, ovvero a base di sostanze già approvate ma per indicazioni terapeutiche diverse rispetto a quelle per cui vengono invece prescritte ora» continua il medico. «Per di più sono endovena, cosa piuttosto invasiva. Il fatto che l’iniezione di vitamine possa rafforzare il sistema immunitario e possa mantenere giovani le cellule dell’epidermide è un concetto valido dal punto di vista teorico. Però non mi risulta che ci siano risultati certificati in tal senso. Oggi possiamo tranquillamente affermare che anche la vitamina C per rafforzare le difese immunitarie è passata di moda. Un tempo se ne usavano mega-dosi contro l’invecchiamento e le influenze. Ma poi si è appurato che non si registravano questi risultati così entusiasmanti».

Concorda Enrico Li Bianchi, responsabile della Struttura ospedaliera del San Camillo Forlanini di Roma, specialista in pneumologia e allergologia. «Ho seri dubbi sull’infusione endovenosa di mix vitaminici. Perché, seppure a favore dell’assunzione di vitamine, si può fare per bocca, con l’alimentazione. Per esempio, se si prende la C a un dosaggio più elevato rispetto a quello consigliato giornalmente, come due grammi, si attivano i linfociti, fondamentali per la risposta immunologica».

Oltretutto, studi razionali e su grande scala sulla somministrazione simultanea di vitamine per via endovenosa non ce ne sono. Chi decide quanto prodotto inoculare? Quale? Che combinazione di vitamine? «Molti centri di oncologia, per esempio» precisa Li Bianchi «nel tumore del polmone sono soliti prescrivere sia per bocca sia per endovena dosi di vitamina C nei periodi precedenti e successivi alla chemioterapia. Sulla vitamina B invece gli oncologi si dividono perché può stimolare la crescita cellulare. Per concludere: va bene dare vitamine in persone che hanno necessità biologiche causate da specifiche malattie. Ma chi gode di buona salute può assumerle con frutta e verdura quotidianamente alla vecchia maniera. Non lo fanno perché è fuori moda? Francamente credo che le cose che vanno di moda quasi mai siano le migliori».

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