giovedì, Luglio 7, 2022
HomeUltime novitàUna poesia manifesto per Eccetera

Una poesia manifesto per Eccetera

RITRATTO DELLA MIA BAMBINA 

Umberto Saba 

La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi colore del cielo
e dell’estiva vesticciola: «Babbo
– mi disse – voglio uscire o!i con te».
Ed io pensavo: Di tante parvenze
che s’ammirano al puro, io ben so quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti. 

(da Cose le!ere e vaganti, 1920) 

La schiuma biancheggia; la scia di fumo è azzurra; le nubi sono alte nel cielo chiaro. Le cose più belle, fragili e impalpabili ci riportano all’essenza delle realtà naturali che ci circondano. Con un tratto di meraviglia, che pareva smarrito, altre cose le!ere e vaganti diviene senza alcun arti!zio il manifesto poetico di eccetera.

Come la lirica d’ispirazione familiare di Umberto Saba descrive la delicata e innocente bellezza che si riscontra negli accadimenti semplici e mutevoli, così le pagine che scorrono lievi tra le dita del lettore tracciano un percorso parallelo tra materia e spirito e benché siano in apparenza inessenziali, certe parvenze “leggere e vaganti” sono ciò che di più prezioso abbiamo. Necessario, irragionevolmente, proprio perché impermanente, come la nostra fanciullezza. Come le parole sussurrate dalla piccola Linuccia di Saba. 

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più popolari