domenica, Maggio 22, 2022
HomeUltime novitàSalvate il soldato Serra - Panorama

Salvate il soldato Serra – Panorama

C’è una profonda differenza tra quanto accaduto in campo, spogliatoio e tribuna a San Siro nel concitato finale della sfida persa dal Milan contro lo Spezia e il killeraggio del giorno dopo nei confronti del giovane arbitro Marco Serra, protagonista (colpevole) di un errore che ha deciso il match e rischia di condizionare la stagione dei rossoneri. Errore su cui non vale nemmeno la pena dilungarsi, tanto è stato chiaro e di percezione immediata per tutti – Serra compreso -, senza che nessuno si sognasse di negarne evidenza e portata, poi amplificata dal contropiede spezzino che ha portato al blitz a San Siro.

La vicenda tecnica e umana del fischietto torinese, 39 anni, è stata masticata e digerita direttamente in campo dagli uomini di sport. Lui si è accorto della topica colossale e se n’è assunto la responsabilità autoaccusandosi immediatamente per l’errore. I giocatori del Milan lo hanno accerchiato con le loro proteste, legittime, ben presto però trasformandole in un confronto alla pari tra persone che vivono lo stesso mondo e sanno di poter commettere errori anche marchiani. Lo stesso ha fatto il tecnico Stefano Pioli, un signore nel non nascondersi solo dietro all’episodio finale.

Dopo la partita il confronto è proseguito nello spogliatoio dell’arbitro, quasi consolato dai calciatori, mentre i vertici arbitrali hanno messo in pratica quel precetto di trasparenza che consente di alzare il telefono, chiamare il club vittima di una svista così impattante sul risultato e ammettere l’errore scusandosi. Aria nuova e fresca che si respira da qualche mese. Già prima della sosta natalizia l’AIA aveva chiarito senza troppi giri di parole e perdite di tempo, ad esempio, le responsabilità dei propri uomini nel cortocircuito della rete annullata all’Atalanta contro la Roma.

Per la gente di sport, insomma, è finita lì con la necessaria coda della sospensione di chi ha sbagliato e del rammarico di chi ha subito. Fuori, invece, si è scatenata la caccia all’arbitro per il quale è stato evocato il processo su pubblica piazza, la fine precoce della carriera, magari la deportazione (sportiva) in serie minori. Tutto estremamente esagerato, dimenticando che il fischio precoce non è stata prerogativa solo dello sciagurato Serra – i più attenti hanno ricordato un errore simile di un giovane Rocchi e anche i meno avvezzi non hanno dimenticato Orsato nell’ultimo Juventus-Roma – che, come tutti gli arbitri, potrà formarsi e crescere solo passando dagli sbagli e dalla loro comprensione.

La serata di San Siro, insomma, contiene una buona e una cattiva notizia. Quella buona è la maturità con cui in campo è stato affrontato il disastro. Quella cattiva si nasconde nel clima di veleni e resa dei conti che continua a circondare il calcio italiano restituendone un’immagine anche peggiore di quella che merita.

From Your Site Articles

Related Articles Around the Web

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più popolari